18 Gennaio 2022

Oltre il limite della paura con Floriterapia e medicina cinese

In questo articolo, scritto a due mani con la psicologa e floriterapeuta Francesca Laghi, ti parlo di come è possibile andare oltre il limite della paura utilizzando gli strumenti che ci formiscono i fiori di Bach e la medicina cinese, per coglierne e comprenderne i messaggi positivi.

L’inverno in medicina cinese è considerato un passaggio stagionale importantissimo. Si tratta infatti del momento in cui le energie di tutti gli esseri viventi (uomini e donne inclusi) si dirigono in profondità, per essere conservate e aumentate in attesa della fioritura primaverile.

Quella che ci può sembrare una “piccola morte” in realtà secondo la medicina cinese è un momento di grande sostegno e nutrimento per la nostra vitalità. Per dirla in termini cinesi, nel cuore dello Yin (buio, freddo, quiete…) si nasconde la scintilla dello Yang (luce, calore, attivazione…).

Il modo in cui ogni essere vivente coltiva, nutre e protegge questa scintilla durante l’inverno determinerà le sue energie e il suo benessere in estate. Questo è valido ancora di più per noi esseri umani, che facciamo fatica a cogliere e seguire i cicli naturali del “macrocosmo” che ci circonda.

Inverno: al cuore delle cose

Se l’autunno è caratterizzato da un movimento di contrazione e concentrazione, che aiuta a lasciare andare il superfluo, l’inverno richiama all’interno le energie sia in natura che nella persona, per ricostituirle e per permetterci un fisiologico riposo.

In inverno infatti gli alberi restano spogli e sembrano morti, mentre la linfa scorre in profondità nei rami, nel tronco e nelle radici. Per noi esseri umani, questo è il momento di dedicarci solo a ciò che è veramente importante, senza perdere tempo e energie dietro ad attività, progetti, persone che non sono fondamentali.

Se in autunno abbiamo fatto come gli alberi, lasciando andare ciò che non è veramente utile per noi, in inverno possiamo dedicarci finalmente al lavoro di introspezione e di ricerca di ciò che ha veramente valore per noi. A questo “cuore” possiamo indirizzare le nostre cure e le nostre attenzioni, nutrendolo giorno dopo giorno.

Come i semi sembrano dormire dentro la terra, ma in realtà stanno “lavorando” per prepararsi a germogliare, anche per noi questo è il momento giusto per sostenere le nostre risorse in vista della riattivazione primaverile.

inverno in medicina cinese

Le emozioni in inverno: proteggere il “nocciolo”

Dopo questo discorso introduttivo, forse ti sorprenderà leggere che secondo la medicina cinese l’emozione collegata all’inverno è la paura. Proteggere il nostro seme non dovrebbe darci al contrario sicurezza?

In realtà non è così: questa sensazione di stranezza è data dal fatto che noi diamo alla paura un significato negativo. La paura secondo la medicina cinese è invece un’emozione fisiologica, protettiva, che aiuta la vitalità della persona.

La paura infatti è l’emozione che ci blocca davanti a qualcosa che potrebbe danneggiarci, impedendoci di farci male. È il limite della paura che ci spinge a procedere con attenzione, prendendoci la massima cura di ciò che è prezioso.

E cosa c’è di più prezioso delle nostre energie più profonde, legate a vitalità di base e longevità? La medicina cinese chiama queste energie Jing 精, letteralmente “essenza”. Si tratta di una sostanza fondamentale per l’essere umano, che è legata a sviluppo, crescita, riproduzione (e quindi fertilità), energie “basali”, capacità di auto riparazione e longevità.

L’organo che custodisce il Jing non a caso è il Rene, che secondo la teoria del cinque elementi è collegato proprio all’inverno.

cuore e utero

Il limite della paura: una risorsa… se non ci lasciamo bloccare

La paura quindi è quell’emozione che ci aiuta a proteggere il “nocciolo” della nostra vitalità contenuto nel Rene, che ci mette in guardia quando stiamo per mettere a rischio le nostre risorse più profonde (e quindi la nostra vita). Non a caso, secondo la medicina cinese la paura dirige il nostro Qi (“energia”) verso il basso.

Se impariamo ad ascoltare la nostra paura, invece di classificarla come un’emozione negativa e quindi di reprimerla, potremo imparare molte cose su ciò che è davvero importante e vitale per noi.

La paura può essere quindi una sorta di bussola che ci aiuta a individuare quali sono le cose (persone, attività, nostre caratteristiche…) fondamentali e a prendercene cura.

Ma cosa succede quando quest’emozione è “esagerata” e arriva a bloccarci o a limitarci la vita? Quando ci scontriamo con il limite della paura, che diventa un ostacolo?
Secondo la medicina cinese, tutte le emozioni eccessive (quindi troppo presenti, troppo ripetute o fuori luogo) possono diventare cause di disequilibrio e andare quindi a influenzare in negativo l’attività degli organi collegati.

Paura, Rene e disequilibri in medicina cinese

Nel caso di una paura esagerata, quindi, l’organo più colpito sarà il Rene, che secondo la medicina cinese regola il nostro equilibrio Yin/Yang di base, collabora con il Polmone alla respirazione e alla gestione dei Fluidi corporei, è legato a fertilità e riproduzione e sostiene la forza di volontà.
Il limite della paura si rifletterà in una possibilità limitata del Rene di portare avanti le sue funzioni.

Se il Rene è in disequilibrio quindi non avremo solo manifestazioni legate alle urine (ad esempio urine notturne, incontinenza, urine molto frequenti…), ma anche stanchezza e freddolosità / calorosità eccessiva, possibili difficoltà di respirazione, difficoltà a concepire, mancanza di forza di volontà o di voglia di vivere.

Non dobbiamo però dimenticare che secondo la medicina cinese la relazione fra corpo e mente / psiche / emozioni è a due vie:

  1. Il nostro mondo emotivo, mentale, psicologico, spirituale… condiziona il modo in cui il nostro Qi (“energia”) si distribuisce e si muove nel nostro corpo e quindi il nostro equilibrio fisico. Ad esempio, se siamo sempre impaurite, il Qi tenderà a scendere troppo in profondità e verso il basso e troverà difficoltà a salire verso la testa e verso la superficie del corpo.
  2. D’altro canto, i movimenti del nostro Qi e il nostro equilibro generale condizionano il modo in cui pensiamo, le emozioni che proviamo, gli schemi mentali che tendiamo ad assumere. Quindi ad esempio se c’è un disequilibrio che porta il nostro Qi troppo verso il basso, saremo più portate ad avere paura.

emotività

Sostenere il Rene per nutrire la vitalità, superare il limite della paura per seguire la nostra strada

Cosa consiglia quindi la medicina cinese per uscire da questo “serpente che si morde la coda” e per superare il limite della paura?
Possiamo partire da uno qualsiasi dei due capi: quello emotivo / psicologico / mentale o quello fisico e funzionale. A seconda di quello che preferiamo, potremo quindi:

  1. Lavorare sulla nostra paura e sui suoi messaggi, ascoltandola per capire cosa la accende e, soprattutto, cosa la spinge a restare con noi invece di arrivare e andarsene come l’acqua di un fiume che scorre. Ci sono tante vie per farlo e spesso è possibile seguirle in sinergia: psicoterapia (ad esempio l’analisi bioenergetica o altre terapie a indirizzo corporeo), mindfulness, meditazione, lavoro di supporto alle emozioni con trattamenti di medicina cinese, oli essenziali, fiori di Bach…
  2. Lavorare sul Rene con trattamenti di medicina cinese (Tuina o agopuntura) grazie a percorsi individuali di 6-10 incontri, per individuarne i disequilibri e sostenerne il Qi (“energia”). L’inverno è sicuramente la stagione più indicata per iniziare questo lavoro, ma è possibile farlo con ottimi risultati anche in altri momenti dell’anno.

migliorare il dolore

Gli strumenti della medicina cinese per lavorare sulla paura nel tuo quotidiano

Oltre ai percorsi strutturati, ci sono diverse semplici cose che puoi fare per aiutare il Qi del Rene a ritrovare la sua via verso l’alto e il suo radicamento in basso per bilanciare l’azione energetica della paura:

  • praticare in posizione eretta, senza rigidità ma con stabilità. Il qigong (“ginnastica energetica” cinese) è sicuramente la via migliore per farlo (prova a cercare ad esempio la pratica del zhanzhuang), ma ci sono anche molte asana (posizioni) dello yoga adatte a questo scopo.
  • coltivare la connessione con la parte più profonda e interna della nostra pancia, dove si raccolgono le nostre energie di base. Se sei donna, il lavoro sull’Utero è veramente fondamentale a questo scopo: puoi iniziare ad esempio con una meditazione semplice e gratuita come in questo mio breve video o iscriverti al mio seminario sull’Utero in medicina cinese.
  • utilizzare l’olio essenziale di geranio in diffusione ambientale: secondo la medicina cinese, aiuta la connessione fra Cuore e Rene, donando più radicamento e stabilità (circa una goccia per metro quadro, diffusa per circa 30 minuti con pause di 2 ore fra una diffusione e l’altra).
  • inserire nella tua alimentazione più cibi di sapore salato naturale (frutti di mare, cefalopodi come polpo e seppia, piccole quantità di alghe…), che sostengono il Rene e le sue funzioni; ridurre gli alimenti di sapore amaro (tisane “depurative del Fegato” a base di carciofo, tarassaco, ecc., caffè, sigarette…) perché il loro effetto è quello di dirigere il Qi (“energia”) verso il basso.

ciclo mestruale in medicina cinese

La paura e il ciclo mestruale: che relazione c’è?

Come forse hai visto arrivando sul mio sito, mi occupo di medicina cinese per le donne: voglio parlarti quindi di come la nostra paura possa essere in relazione con una fase specifica del nostro ciclo mestruale, cioè le mestruazioni.

La paura è un’emozione che, come hai letto sopra, dirige il nostro Qi verso il basso. Questa è anche la direzione che il Qi prende fisiologicamente durante le mestruazioni, quando si attiva per spingere il Sangue fuori dall’Utero.

Non a caso, la mestruazione è una fase che può fare paura: ci parla di perdita, di lasciare andare, di separarci da una sostanza vitale e indispensabile per il corpo, il Sangue. Come l’inverno, la mestruazione ci porta a spogliarci, a perdere qualcosa di noi e questo ci riporta all’idea della morte.

Se guardiamo la paura come un’emozione benefica e protettiva, vedremo però che questa perdita è utile e positiva, perché ci permette di:

La fase mestruale che ci accompagna ogni mese è quindi un’ottima occasione per esplorare il limite della paura, per prendere contatto con questa emozione, per conoscerla e per imparare a considerarla un’alleata da accogliere quando è necessario, per poi salutarla senza attaccamento quando non ci serve più.

(Francesca Cassini)

“La paura non ha l’abitudine di dire la verità”
Tacito

Cosa fa in noi la paura?

Mettiamo da tanto una maschera: per quanto ci sembri di apparire sinceri e trasparenti c’è sempre qualcosa che nascondiamo agli altri e a noi stessi.
La paura è la maschera più pericolosa che possiamo indossare. Ci può rendere vulnerabili e sgradevoli agli occhi di chi ci circonda.

Quando provo paura mi capita di diventare ipercritica verso chiunque. Spocchiosa. Indisponente. Appaio come non sono. E non mi fa bene.
Non fa bene al mio fisico che si irrigidisce, si gonfia, si incurva.
Non fa bene al mio cuore perchè mi rende instabile, collerica, tagliente, fredda.
Non fa bene ai miei pensieri che si incanalano in un tunnel di ombre, preoccupazioni, timori appiccicosi da cui non è facile distaccarsi.

Mi fa bene togliere la maschera della paura, anche se mi fa sentire più indifesa e attaccabile.
Mi fa bene dire quello che in realtà sto provando, lasciando fluire i miei stati d’animo.
Mi fa bene descrivere ciò che mi fa stare male quasi come se parlandone la sua potenza si assottigliasse.
In fondo quale sentimento spiacevole, represso a lungo nel nostro essere, non si trasforma in qualcosa di più ingestibile?

E come si può “spiccicare” quella gelatina vischiosa, ricettacolo di paure, che non permette alle nostre cellule di vibrare e respirare? Come diceva il fisico austriaco Fritjof Capra “Ciascuna particella canta perennemente la sua canzone”.
Come andare oltre il limite della paura?

Superare il limite della paura… con la parola

Come fare quindi? Parlandone.
Liberandoci dalla corazza che teniamo addosso che affatica il nostro collo, le nostre spalle, il nostro torace.
Quella stessa corazza che ci fa apparire agli occhi delle persone che amiamo duri, confusi, ansiosi, scontrosi, irriverenti, saccenti… perché la paura ci rende “meno umani”.
La paura consapevolmente o meno ci domina, non ci rende liberi e le catene che ci sentiamo addosso le creiamo noi stessi.

Quale può essere una soluzione? Usiamo i nostri stati d’animo come campanello di allarme!
Impariamo a riconoscere le sensazioni corporee che insorgono quando abbiamo paura e chiudiamole in una bolla. Si, dobbiamo immaginare di metterle in una bolla trasparente e tenerla di fronte a noi.
Le abbiamo così nel frattempo allontanate dal nostro fisico, evitando che ci portassero in quello stato confusionale che ci avrebbe tolto il respiro!

La paura viene dal basso: è una sensazione che tremola nelle parti più intime e arriva poi al cuore e alla testa.
Ora si tratta di riarmonizzare queste sensazioni.
Riarmonizzare uno stato d’animo, un’emozione difficile significa accogliere lo sbandamento che stiamo vivendo in quel momento evitando che ci imprigioni e che prevalga sulle nostre azioni e pensieri.
La Floriterapia è uno strumento eccezionale per riarmonizzare quegli stati d’animo che ci bloccano e sviluppare la virtù opposta.

La fisica quantistica ci spiega la Floriterapia

La fisica quantistica ci aiuta a spiegare come la Floriterapia è in grado di curare i nostri stati d’animo negativi.
Tutto nell’universo è energia in vibrazione.
Se in laboratorio mettiamo a contatto un grande numero di cellule diverse tra loro, osserviamo come subito si mostra il loro istinto di integrazione, collaborazione e mutuo scambio: questo movimento produce delle vibrazioni.
La materia non è mai inerte ma in continuo movimento e vibrazione. Persino oggetti che possono apparire ai nostri occhi inanimati come i minerali e le pietre, sono forme di energia che vibrano, anche se a frequenze molto lente.

I fiori sono a loro volta forme di energia vibrante e quando entrano in contatto con noi (quando cioè prendiamo le gocce del rimedio floreale per bocca) “colloquiano” con noi rimandandoci un messaggio specifico che sarà in grado di riarmonizzare i nostri stati d’animo sviluppando la virtù opposta (peculiare di quel fiore).
Una curiosità: c’è un pianta diffusa soprattutto nel nord Italia (nome scientifico Stachys resta L.) chiamata comunemente Erba Catiorà, Siderite, Erba della paura. Veniva utilizzata in Toscana e in Emilia sottoforma di decotto che veniva aggiunto nell’acqua del bagnetto dei bambini perché considerato un eccezionale rimedio per esorcizzare la paura.

Alcuni rimedi floreali australiani per andare oltre il limite della paura…

L’Australia possiede terre incontaminate, ricche di fiori e piante dagli straordinari usi.
Ian White, lo scopritore della Floriterapia australiana, è nato e cresciuto nel bush australiano. La passione per i rimedi naturali gli è stata lasciata in eredità dalla nonna materna che era solita raccogliere numerose piante spontanee dalle svariate proprietà benefiche.

I rimedi floreali derivano da una tradizione molto antica: gli aborigeni hanno da sempre usato i Fiori di quelle terre magiche e incontaminate per curare squilibri emotivi e fisici.

Se ad esempio sono una persona che si spaventa facilmente ma di timori banali come nuotare, prendere l’aereo, essere derubato, ecc. il rimedio australiano per eccellenza sarà Dog Rose.
I fiori di un rosa intenso sono penduli, quasi flosci e ricordano le spalle ricadenti e ricurve di una persona sconfitta, debole e carica di un peso eccessivo.
Dog Rose impartisce una lezione prodigiosa: non siamo in grado di andare avanti nella vita quando abbiamo paura. Quanto più ci fissiamo su una paura tanto più aumenta la probabilità che la nostra mente produca quello che temiamo. La celebre “profezia che si autoavvera”… il limite della paura che ci blocca nel nostro avanzare.
La risposta indotta dal rimedio floreale sarà il Coraggio: il fiore ci aiuterà ad affrontare qualsiasi sfida con spirito audace anche se prudente, scacciando qualsiasi timidezza e anche un probabile timore nei confronti degli altri.

Grey Spider Flower è invece il rimedio floreale australiano per il terrore estremo, molto simile al panico, lo shock che giunge all’improvviso, che paralizza e fa battere il cuore all’impazzata che compare in situazioni limite. Adatto anche alla paura del soprannaturale e degli attacchi psichici.
Il rimedio aiuta a ritrovare la fiducia, la tranquillità e il coraggio.

Flannel flower è il rimedio per  eliminare l’agorafobia e la repulsione verso il contatto fisico in generale. Un fiore dalla consistenza soffice e sensuale, come un invito ad essere toccato. Questa sua fisicità fornisce un’indicazione di come questo fiore agisce sulle persone.

Bauhinia aiuta per la paura del diverso, per quello che è distante da noi, dal nostro modo di vedere e pensare. Il nome di questo fiore deriva dalla parola bohémien, cioè colui che è interessato a conoscere nuove idee, posizioni e opinioni fuori dalla norma. Il suo uso porterà quindi ad una propensione al cambiamento, all’accettazione e all’apertura mentale (anche nel caso di riluttanza all’uso delle nuove tecnologie), aiutando a superare il limite della paura.

…e alcuni rimedi californiani

Fairy Lantern un fiore dall’aspetto fatato appartenente alla famiglia delle Liliacee.
E’ il rimedio per chi ha paura di crescere, per l’eterno bambino che teme di prendersi le proprie responsabilità  ed è piuttosto immaturo e fragile (sindrome di Peter Pan). Probabilmente queste persone hanno vissuto in una famiglia iperprotettiva ed autoritaria dove non c’era possibilità di esprimersi liberamente e scoprire le proprie capacità e particolarità. Adatto anche a quelle donne che ormai in menopausa non la accettano e spesso si vestono in modo da apparire più giovani.

Trumpet Vine è il rimedio per le persone bloccate nella comunicazione che pensano che ciò che hanno da dire non sia importante e quindi mancano di energia e vivacità nel linguaggio. Hanno difficoltà a parlare in pubblico mancando di autostima e coraggio. Hanno paura di dire cose sbagliate e arrossiscono facilmente. Sperimentano nella comunicazione il limite della paura.

Saint John’s Wort (Hypericum perforatum da noi conosciuto come erba di San Giovanni) è il rimedio legato alla paura del buio, agli incubi, all’incontinenza notturna dei bambini e al sonnambulismo. Sono in genere persone molto sensibili, soffrono il caldo e la luce troppo forte. Soffrono di depressioni stagionali. Utilissimo anche per le paure dei nostri amici animali.
Il fiore dona protezione e fortifica eliminando timori e incubi e permettendo di fidarsi delle proprie capacità come una luce interiore che si fa strada nel buio.

Red Clover è il rimedio utilizzato per infondere rapidamente calma e fiducia nel futuro in caso di periodi di emergenza collettiva che inducono spesso nelle persone più sensibili fenomeni di ansia eccessiva, senso di pericolo e precarietà.
Si annienta in questo modo la tendenza al panico influenzata dal pensiero di massa come nel caso dei mass media (tv, giornali, radio) intenti a diffondere quotidianamente notizie e bollettini tragici generando un clima difficile e pesante da gestire dal punto di vista psicologico. Un validissimo aiuto per mantenere padronanza di sé e lucidità mentale distaccandosi criticamente e coscientemente da qualsiasi tipo di disagio collettivo, andando oltre il limite della paura.

Tra i rimedi di floriterapia australiani e californiani contiamo più di trenta fiori utili.
E’necessario perciò capire quale causa è la fonte delle nostre paure (ne abbiamo visti alcuni esempi) e iniziare un percorso individualizzato attraverso l’assunzione dei rimedi floriterapici adatta noi e alla nostra specifica situazione che ci permetta di riacquistare il nostro coraggio per affrontare la quotidianità.

(contributo di Francesca Laghi)

Chi siamo

Francesca Cassini
La medicina cinese al femminile
Sono una consulente di medicina cinese per le donne specializzata nel sostegno alla ciclicità femminile in tutte le sue fasi (ciclo mestruale, premenopausa, menopausa, gravidanza e post parto).

Clicca sul mio nome per leggere la mia biografia completa!

Francesca Laghi
Psicologa esperta in Floriterapia di Bach, Australiana e californiana
La dr.ssa Francesca Laghi si laurea nel 2000 in psicologia sociale presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

Partecipa al Master “Psicologia dello Sport” dello Studio Lausdei – Roma e al Master “Conduzione dei gruppi” di Via Consulenza – Roma.
Si diploma come Sommelier presso La Fis di Roma.
Prende certificazione come floriterapeuta presso il Bach Centre (Mount Vernon – Oxford- England) e presso Australian Bush Flower Essence (Australia).
Cercala su Instagram o scrivile un’email. Per contattarla telefonicamente: 338 4824129.

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